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Questa non è un’opera d’arte

Come gli NFT hanno cambiato il concetto di opera d’arte, e non solo

Renè Magritte, Il tradimento delle immagini, 1928-1929

Parafrasando la celebre frase scritta sul dipinto di Magritte Il tradimento delle immagini (che raffigura una pipa disegnata perfettamente, benché la pipa non sia vera e quella rappresentata nell’opera non si possa né fumare né toccare realmente) e connettendola a ciò che gli NFT hanno portato nel mondo dell’arte, ci appare interessante il dibattito che si è creato sulla questione che le opere digitali per molti non siano vere opere d’arte.

Certo, probabilmente vi chiederete come mai un’agenzia di comunicazione si metta a parlare di arte e di NFT. Il primo motivo è che in BIKE Communication l’arte è la linfa vitale che dà ispirazione, la nostra è un’agenzia “museo d’arte contemporanea” contenente oltre 300 opere di artisti provenienti da tutto il mondo. Il secondo motivo è che il nostro lavoro affianca alle solide basi di comunicazione una forte componente digitale (con competenze che vanno dalla strategia alle tematiche social, alle performance, al SEO e più in generale alla digital transformation). Per questo BIKE Communication non può non essere coinvolta nella discussione che questa rivoluzione tecnologica sta portando, o meglio ha portato, nel mondo dell’arte e non solo.

Bike Communication (Rinoceronte di Carlo Pasini)

Che cosa sono gli NFT?

Gli NFT, acronimo di non-fungible token (la traduzione letterale è “gettone non replicabile”), sono dei certificati di proprietà e autenticità materiale che rendono ciò a cui sono applicati, ovvero contenuti digitali non tangibili, qualcosa di unico e non intercambiabile. Questi certificati sono creati attraverso la tecnologia blockchain (il registro che rende scambiabili le criptovalute), cioè una struttura di dati che si basa sulla condivisione e l’immutabilità: in sostanza, si tratta di un registro digitale all’interno del quale le voci sono inventariate a blocchi collegati in ordine cronologico, in cui una crittografia garantisce l’integrità del sistema.

Quindi sfatiamo il mito, GLI NFT NON SONO OPERE D’ARTE DIGITALE.

Vero è, però, che gli NFT hanno a oggetto opere digitali (e non solo): il termine utilizzato per definire questo tipo di arte è Crypto Art.L’opera si presenta come contenuto digitale e viene caricata su una piattaforma utilizzata come strumento di scambio, in grado cioè di consentire l’operazione di vendita e acquisto in criptovaluta, che a sua volta viene registrata su blockchain. La conversione delle Crypto Art in NFT ne consente la vendita, grazie alla quale l’acquirente è in grado di ottenere tutto quanto sia stato precedentemente collegato alla transazione. Solitamente l’oggetto di scambio è la proprietà digitale di una data opera e non direttamente la versione fisica della stessa, nel caso in cui sia esistente. In ogni caso, la scelta è a discrezione del venditore, che può decidere se collegare all’NFT anche la versione fisica del bene oppure no. La caratteristica principale di questo meccanismo è proprio la possibilità di utilizzare l’NFT come una prova incontrovertibile della avvenuta transazione tra acquirente e venditore.

Il primo NFT della storia e il cambiamento della figura dell’artista

Il primo NFT artistico mai creato si intitola Quantum ed è stato realizzato da Kevin McCoy nel 2014. Quando McCoy presenta a una conferenza tecnologica il suo metodo per registrare link di un’opera d’arte digitale sul registro della blockchain per autenticare chi ne è il proprietario, i Bitcoin esistevano da 2 anni. Il suo metodo si chiamava monegraph, ovvero “grafica monetizzata”. McCoy, in alcune interviste, racconta però che nessuno, pur apprezzando l’idea di un’opera d’arte disponibile a tutti ma al tempo stesso unica, ci vedeva l possibilità di un mercato. Bisogna aspettare il 2021 affinché gli NFT e la Crypto Art siano messi sotto i riflettori della scena artistica globale. È infatti in quell’anno che Christie’s batte all’asta per 69,3 milioni di dollari l’opera di Beeple (all’anagrafe Mike Winkelmann) The First 5.000 Days, un collage di 21.069 x 21.069 pixel delle sue prime 5.000 opere giornaliere.

Per McCoy il successo arriva nel giugno dello stesso anno, quando il primo NFT della storia viene battuto all’asta da Sotheby’s per la ragguardevole cifra di un milione e 400 mila dollari.

È stato quindi questo pioniere a innescare la miccia che ha portato a un inevitabile cambiamento nella figura dell’artista, che in questi casi non solo diventa il principale promoter della sua opera ma che deve anche avere competenze finanziarie e conoscenze tecnologiche necessarie per gestire la crittografia dell’arte nell’NFT.

Dove acquistare gli NFT legati alla Crypto Art

Le piattaforme nate dal 2017 a oggi sono molte e in continua evoluzione; a fattor comune, però, resta sempre il funzionamento: ciò significa che per poter scambiare le opere bisogna prima caricarle e trasformarle in token registrati su blockchain. Lo scambio viene sempre pagato in criptovaluta, per esempio Ether (ETH), la criptovaluta lanciata nel 2015 da Ethereum (la piattaforma decentralizzata del Web 3.0 utile alla creazione di pubblicazione peer-to-peer di contratti intelligenti), oppure Bitcoin.

Esistono piattaforme che danno a tutti la possibilità di caricare le proprie opere, stabilirne il prezzo e condurre un’asta seguendo il processo di vendita dietro pagamento di una commissione. OpenSea, nata nel 2017, è la più nota e la più grande in termini di volumi trattati, pari a 12 miliardi di dollari di scambi, mette in contatto oltre 1,2 milioni di trader ed è basata sulla blockchain di Ethereum.

Un altro marketplace in ordine di importanza per i volumi trattati è Rarible, anch’esso basata sulla blockchain di Ethereum. Fondata nel 2020 dal Alex Sakinov e Alex Fallin, Rarible è una piattaforma DAO (piattaforma autonoma decentralizzata). La particolarità di questa piattaforma è la presenza della community, che come su altri canali consente di cercare nuove idee tra le tendenze in corso e di condividere le proprie. Per iniziare a creare NFT sulla piattaforma bisogna avere un wallet, per esempio MetaMask. Dopodiché è possibile iniziare a caricare materiali, che passano però sempre attraverso l’autorizzazione della community. Tramite i token RARI, infatti, gli utenti della piattaforma possono votare le opere ma anche moderarne l’inserimento.

Ci sono poi altre piattaforme non aperte a tutti e dove si accede solo su invito. Tra queste, Art Blocks che ha la peculiarità di ospitare progetti di generative art, arte creata dal software, e di permettere al compratore di acquistare un’opera unica e non ancora esistente, che verrà generata da un algoritmo sulla base di uno stile scelto. Molto nota è SuperRare, alla quale si accede solo su invito, dopo un percorso di validazione degli artisti da parte di un comitato di esperti. Ancora, Nifty Gateway è apprezzata perché permette di acquistare e vendere in valuta fiat, con carta di credito, senza ricorrere alle criptovalute.

I metaversi

Oltre a queste piattaforme, ne esistono altre sotto forma di metaversi (e anche in questo caso basati su blockchain), cioè dei luoghi virtuali dove le opere d’arte, e non solo, vengono messe in vendita. Tra i metaversi più importanti possiamo citare Decentraland, Somnium Space e Roblox.

Nei metaversi si acquista non solo Crypto Art ma anche terreni, vestiti, borse, auto, case, tutto in forma digitale attraverso gli NFT che certificano inequivocabilmente chi ne è il proprietario. È interessante sapere che molti brand si stanno muovendo creando i propri prodotti digitali unici all’interno dei metaversi. Basti pensare al brand Gucci che ha organizzato all’interno della piattaforma Roblox la Gucci Garden Experience, un evento in cui il famoso marchio ha lanciato alcuni NFT esclusivi, riproducendo fedelmente le proprie creazioni in digitale. Durante l’evento un modello di borsa è stato venduto per circa 4.000 dollari, prezzo decisamente più alto rispetto all’equivalente oggetto reale.

Gucci Garden Experience on Roblox

In conclusione, dopo aver visto i vari aspetti della Crypto Art e degli NFT, possiamo dire che tutto ciò ha portato, e porterà sempre di più, a una modifica e a una rivisitazione del concetto stesso di proprietà, di opera d’arte, e di “prodotto” più in generale. Va da sé che tutto ciò avrà, sempre più un forte impatto sui brand, che dovranno trasformarsi per restare al passo con le nuove generazioni. Un altro ambito che questa trasformazione ha toccato e toccherà in maniera significativa è quello della cyber security, un ampio tema che affronteremo in un prossimo articolo.

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